Deutschland
uber alles... recita l'inno nazionale tedesco e significa “Germania
alle stelle”. Certamente, gli azionisti dello storico fiore
all'occhiello dell'industria teutonica devono aver visto qualcosa di
simile quando è stata resa pubblica la truffa (così si chiama in
gergo giuridico quando si vende qualcosa con delle specifiche che non
vengono rispettate per risparmiar soldi ed aver un maggior ricarico
su ogni prodotto commercializzato) perpetrata dal marchio
automobilistico ai danni dei suoi clienti. Il trucco utilizzato per
ingannare i controlli nelle emissioni di gas dannosi è talmente
semplice che vien quasi da credere che la Volkswagern non sia l'unica
casa automobilistica ad averlo utilizzato. Un software imbrogliava le
macchine dei test riducendo (solo in quel caso, ovviamente) i consumi
di carburante e di conseguenza, l'espulsione di gas di scarico
venefici che sembra fossero da 10 a 40 volte superiori nella prova su
strada. Una sciocchezza, vero? La ridda di indiscrezioni che si sta
formando sull'argomento (chi sapeva e che cosa) non deve trarre in
inganno. Il danno di immagine che la Germania sta avendo deve
servirle di lezione. Dopo aver sbeffeggiato tutti i partner d'Europa
perché unica Nazione a fare del rigore la propria parola d'ordine
non ha più alcuna ragion d'essere. Lo scandalo Wolkswagen (storico
marchio che ha addirittura dato i natali ad una città, Wolfsburg,
nel 1938) è il segnale che anche i tedeschi davanti al denaro si
comportano più o meno come coloro che in questi anni hanno
avversato. Senza controlli (seri) da parte di enti terzi (l'Europa
dovrebbe esserlo se non fosse germanocentrica) tutti corrono il
rischio di cadere nel baratro della corruzione. Non devono sentirsi
migliori gli USA che hanno fatto cascare il castello di carte della
casa tedesca perché se sotto questo punto di vista possono essere
sembrati acuti e smaliziati esaminatori, in altri ambiti, ad esempio
nel campo alimentare, pur di privilegiare le proprie industrie non
esitano a costringere l'Europa a firmare il
Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti
(TTIP),
un accordo commerciale e per gli investimenti che complica (e non
poco) il lavoro di ASL e NAS.
L’ex Tenente della Polizia di Chicago Jonathan Perry è tornato e la sua nuova indagine è più pericolosa della precedente.Siete pronti a reggerne il peso?
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martedì 13 ottobre 2015
lunedì 29 giugno 2015
Se lo Stato fosse un Ospedale
In merito ai
gravi problemi umanitari sollevati dai flussi migratori provenienti
dal Nord Africa occorre premettere che le leggi internazionali e il
senso di civiltà e umanità obbligano tutti i Paesi interessati a
predisporsi per l'accoglienza di chi si trova in difficoltà. Non ci
sono dubbi, in tal senso. Il popolo italiano è, storicamente, quello
che meno ha da obiettare in quanto migrante in passato, attualmente
ed anche nel futuro. Eppure, se provassimo ad analizzare la
situazione con l'aiuto di una metafora le cose potrebbero sembrare
meno semplici di quanto lo siano in realtà. Uno Stato, ad esempio, a
livello istituzionale, non è troppo diverso da un Ospedale.
Quest'ultimo è un luogo fisico che garantisce a chi entra con un
problema di salute la massima possibilità di cura che la sua equipe
medica è in grado di fornire e, nel caso non sia sufficiente,
indirizza il paziente verso altre strutture che potrebbero fare
meglio. Ecco, continuiamo con la nostra metafora e proviamo ad
associare lo Stato all'Ospedale. In fin dei conti sono molte le
similitudini che accomunano le due istituzioni della nostra Società.
Però, sì, perché c'è un però, può accadere che una struttura
ospedaliera si trovi nella condizione di dover rifiutare
l'accoglienza del paziente. Ad esempio, perché di salute non così
cagionevole tanto che è sufficiente una ricetta medica in
alternativa al ricovero ma anche perché non c'è più posto nelle
corsie o non si è dotati delle attrezzature o dei medici adatti per
aiutare chi è in particolari difficoltà. Sostanzialmente, si dice
al paziente di rivolgersi ad altro Ospedale o ci si attrezza per
portarcelo. Bene. Ritorniamo alla nostra metafora. Che cosa accade,
invece, sulle nostre coste? Lo Stato italiano ha detto chiaramente ai
suoi partner europei di non essere in grado di aiutare tutti coloro
che chiedono asilo non perché particolarmente critici verso le leggi
che impongono l'accoglienza ma perché non è attrezzato e non ha il
personale adatto per svolgere tale compito quando i numeri sono di
tale rilevanza, al limite dell'invasione. Vi sarete subito resi conto
che questa metafora traballa e non poco e vorrei lasciarvi proprio
con questo spunto di riflessione. Pensiamoci. La metafora
Stato-Ospedale è totalmente sbagliata? E' esatta e sbagliano le
strutture ospedaliere a non ricoverare tutti a prescindere dalle
possibilità di fornire i servizi richiesti? Oppure...
mercoledì 20 maggio 2015
Il virus con la pistola
Attorno alla parola Mafia si sono spese innumerevoli e dignitosissime vite, sono stati consumati fiumi d'inchiostro, profusi moltissimi discorsi e usate tantissime parole. Sono esistite, e purtroppo lo fanno ancora oggi in diverse parti del mondo, delle Organizzazioni Criminali potenti, strutturate e ramificate. Questo universo che si forma e si espande all'interno di un altro, questo parassita che non può vivere senza aggredire ed infettare il corpo di cui è ospite, non è diverso da quello di una qualunque delle società umane delle epoche passate. Come queste ultime, infatti, anche il sistema criminogeno organizzato, anche la Mafia può soffrire e morire per Decadenza, per Entropia. Per ottenere questo risultato, però, bisogna affrettarne l'invecchiamento e la morte. Lo Stato ovverossia l'insieme delle persone e delle Leggi, può contrastare con efficacia e battere la criminalità con le stesse armi del suo nemico: l'Unità, l'Organizzazione ed il Controllo del territorio. Per realizzare questo sogno di tante e tante famiglie (quelle vere, quelle oneste, quelle umane) occorre VOLER essere migliore del proprio avversario. Bisognerà dimostrare di saper essere uniti (società civile, Forze dell'Ordine, Magistratura, politica), disporre di tanti mezzi e strutture ben organizzate (uomini, tecnologia e Leggi adeguate) e ribadire e imporre la propria patria potestà ai luoghi che si devono difendere e non dai quali ci si deve difendere. Tutto facile? No. Ovvio. Non lo è mai. Tuttavia, visto che le Mafie hanno dichiarato guerra alla società civile bisogna chiedersi quali siano le intenzioni della maggioranza delle popolazioni e degli Stati. Combattere, resistere o tollerare? Ah, saperlo... saperlo.
venerdì 24 aprile 2015
Come caschi, caschi male (o in mare)
Il problema dell'immigrazione dal Nord
Africa è figlio legittimo (diretta conseguenza) delle scelte
neocolonialiste dell'Onu, delle multinazionali, di un po' tutti i
Paesi industrializzati e di quelli emergenti. Le guerre fatte, quelle
fatte fare o foraggiate di denaro o armi in quella zona del mondo
hanno dato origine a sofferenze e migrazioni, fughe da morte certa e
cruenta. Questo tipo di politica, aggressiva e coloniale, ha derubato
le popolazioni africane e mediorientali privandole delle proprie
materie prime o sventrando interi territori, non ha migliorato la
situazione economica dei cittadini europei concentrando le enormi
ricchezze in poche mani, ha ucciso tantissima gente ne ha mutilati
altri e reso ancor più poveri milioni e milioni di esseri umani,
creato seri grattacapi ai Paesi del Mediterraneo, preparato terreno
fertile per il terrorismo internazionale e la propaganda dell'ISIS
favorendo la sua campagna di reclutamento. Anni di presunto contrasto
al Terrore e di azioni di Polizia Internazionale hanno mostrato il
vero volto della Guerra e della violenza: la spoliazione dei più
elementari diritti umani. In qualunque modo pensiamo di uscirne non
lo faremo senza pagare un alto costo di vite umane. Da una parte ci
sarà l'ISIS o qualunque organizzazione criminale che intenderà
usare il naturale malcontento di una fetta di popolazione mondiale
che è stanca di sentirsi oppressa senza aver la possibilità di
reagire. Dall'altra ci sarà un'invasione incontrollabile che
comporterà altri tipi di pericoli, problemi e insoddisfazione. In
qualunque modo si cascherà, si cascherà male. E sarà anche un po'
colpa nostra. La lezione storica di due guerre mondiali ravvicinate
nel tempo, tra gli stessi avversari e per i medesimi motivi, non è
stata sufficiente ad impedirci di commettere gli stessi errori del
passato. Anzi, li abbiamo migliorati...
sabato 11 aprile 2015
I mangiapeccati
Reso
noto ai più dalla Marvel Comics nel fumetto di Spider Man, il
"Mangiapeccati", in alcune culture,
rappresenta una vera e propria
leggenda. Si narra che quando muoia una persona, il suo corpo venga
ricoperto di frutti e altri generi commestibili. Il cibo è un'icona,
un simbolo, e rappresenta i peccati commessi dal defunto.
Un membro della comunità, il Mangiapeccati appunto, si occupa di
consumare gli alimenti, mondando così l' anima del caro estinto.
Partendo dal presupposto che i contribuenti italiani sono tutti
ladri, Equitalia e l'Ufficio delle Entrate si comportano proprio
così, epurando il corpo di ogni cittadino di tutte le tentazioni e
proprietà terrene che possono corrompere le sue carni. Il frutto
dell'Albero della conoscenza, incautamente divorato da Adamo ed Eva,
da cui risale il nostro peccato originale, va restituito con
abbondanti interessi. L'infrazione commessa nel disobbedire al
divieto impostoci da Dio deve essere punita severamente e i
“Mangiapeccati” occupano un ruolo importante per la nostra vita
corporea e spirituale. Sì, è vero, alcuni uomini sembrano non
conoscere l'ira funesta del castigo divino e parrebbe che possano
compiere ogni sorta di delitti restandone impuniti ma questa storia
nasce da un semplice errore di fondo. Per commettere un peccato
occorre che ci sia la volontà di farlo e chi esce indenne dal
giudizio della colpa è solo perché ha fatto degli sbagli sì... ma
“a sua insaputa”.
martedì 31 marzo 2015
La Giustizia corre sul filo
Quando ad un politico italiano si
toccano il potere, il consenso, la poltrona, la fedina penale,
dobbiamo ammettere che si trasforma da miope lumaca in ghepardo dagli
occhi di falco. E' il caso della Riforma sulle intercettazioni che da
strumento di indagine per giungere ad una verità penalmente
perseguibile sembrano essere diventate più pericolose e dannose
dello Spread. Il Governo, e in particolar modo il PD e il NCD,
vorrebbero potare i rami del problema diminuendo di un buon 60% i
fondi a disposizione dei Magistrati per le indagini. Ogni volta che
una forza politica di governo della seconda Repubblica perde i pezzi
per effetto di avvisi di garanzia o sentenze ecco affacciarsi
all'orizzonte dell'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri o
dell'aula parlamentare una discussione sul tema scottante delle
intercettazioni. Anziché analizzare l'efficacia di tale strumento
come prevenzione e repressione di reati che dovrebbero rappresentare
priorità nella politica di ogni buon amministratore della cosa
pubblica, essa ottiene il biasimo di quasi tutto l'arco parlamentare
ed una spinta alla legiferazione in merito che non ha eguali.
L'intercettazione telefonica è, per ogni comune mortale, un sistema
grazie al quale gli inquirenti (spesso) posson leggere i “pizzini”
che uno o due indagati si scambiano. Mi spiego meglio, se per
commettere un reato una persona ha bisogno di scambiare informazioni
in tempo reale con qualcun altro e usa un certo tipo di strumento, è
logico e sensato che chi deve indagare sia dotato di strumenti di
vigilanza ed intercettazione che possano consentire di scoprire la
verità dei fatti. A meno che l'obiettivo perseguito dalla politica
non vada in tutt'altra direzione...
giovedì 19 marzo 2015
Dio Mio Io...
Tunisi. Strage al Museo del Bardo. Diciassette turisti e due tunisini morti, una quarantina sono i feriti. Il rilievo è statistico. I morti non hanno colore o nazionalità. Sono vite che vengono a mancare e basta. E chi pensa che uccidere nel nome del suo Dio sia cosa buona e giusta non è umano. E nemmeno un animale. Un carnivoro predatore non dispensa la morte. Spegne la sua fame. Ancora per un altro giorno.. E Dio, se esiste, di cosa può avere fame? Di sangue? Di carne? Non è mica un animale. Non è mica un uomo. Se lui è Dio ha tutto il sangue e la carne che vuole e pensare che abbia bisogno di riprendersi il nostro è stupido, cinico e folle. Ed è anche un insulto alla sua potenza. Cosa ci fa credere che un essere così potente da creare l'universo non sia in grado di punire direttamente chi lo ha offeso ed abbia bisogno dell'aiuto di mani di fedeli credenti? E' ovvio che non è Lui ad avere bisogno di soldi, armi, martiri e omicidi ma degli umani che hanno trovato comodo ed efficace manipolare e plagiare delle persone per raggiungere dei risultati POLITICI ed ECONOMICI. E' anche ora di smettere di chiamare l'assassinio, la strage col nome di terrorismo. Ciò che spaventa è la totale mancanza di senno in chi uccide pensando di essere il Dio che dice di voler difendere. Se esiste, mi ripeto, Egli sa benissimo che farà dei doni agli uomini. Ai soldati, ai generali, molto probabilmente non darà nulla. Piangerà soltanto, pensando che Lui, il padrone del Tempo, con loro, ne ha perso tanto. Forse anche troppo...
venerdì 27 febbraio 2015
Il buono, il
brutto e tutti i cattivi
Un altro cavallo di battaglia del Pdl,
trasformato in Legge dal Governo quasi monocolore del Pd, è la
riforma sulla responsabilità civile dei magistrati. Una Legge
destinata a creare più problemi di quelli che dovrebbe risolvere e
che non viene richiesta dall'Europa visto e considerato che negli
altri Paesi non ce n'è una simile. Applicando lo stesso principio,
vorrei a questo punto vedere ogni medico responsabile della salute
dei suoi pazienti o meglio ancora tutti i politici delle Leggi
emanate e dei loro risvolti. Sarebbe un sogno per un esodato poter
chiedere conto della Legge Fornero. Tuttavia, anche se di riforma
sbagliata c'è un atteggiamento ancor più errato che mi sento di
dover criticare in questa sede. E' il campanilismo politico. Gli
italiani hanno la brutta abitudine di considerare giusta o sbagliata
una cosa non per gli effetti che comporta ma dalla persona che la
usa. Il campanilismo è una forma sottile e maligna di razzismo. Da
cosa nasce questa crudele caratteristica? Forse, dal fatto che
l'Italia non è una Nazione perché gli italiani non sono un Popolo
ma una serie di tribù sempre in guerra tra loro ed al proprio
interno. Sembra quasi che i Paesi si siano formati naturalmente e,
poi, chi non aveva trovato posto altrove sia confluito nello stivale.
La politica non si differenzia in alcun modo. Basti pensare che
qualunque sia il Presidente (eletto o meno) è rappresentante del
proprio elettorato (in linea di massima) e non rappresentativo del
Paese tutto. Prima ancora di giudicare ciò che viene fatto ci si
chiede "chi" lo sta facendo. E questo è profondamente
sbagliato perché anche il diavolo commette degli errori (altrimenti
sarebbe Dio) ed ognuno di essi... deve per forza essere cosa buona e
giusta. Forse.
giovedì 19 febbraio 2015
300
E'
troppo facile intitolare questo articolo così se si intende trattare
la notizia della triste fine che hanno fatto 300 poveri sventurati
che cercavano di approdare a Lampedusa e che invece hanno perso la
vita in mare al largo delle coste libiche. E' ancor più facile
sottotitolarlo “La guerra del fuoco” se si intende aggiungere e
legare a questa tragedia quella che vivono quotidianamente gli
abitanti di quella vasta area situata nell'Italia meridionale, tra le
province campane di Napoli e Caserta, caratterizzata dalla forte
presenza di roghi di rifiuti tossici orchestrati dalla Camorra. E'
facile scrivere un articolo e dargli questi titoli. Molto più
difficile è sopravvivere con un gommone ad un mare forza 8, con onde
alte quanto palazzi, caricati a forza da gente senza scrupoli che non
ha alcun rispetto della vita se non della propria e del denaro
facile. Già, facile. Facile come bruciare pattume in aperta campagna
godendo di protezioni importanti anche se la diossina sprigionata è
puro veleno per chi la respira e chi la mangia (quando cade per terra
finisce per mescolarsi all'acqua, alle piante, alle carni). Dovremmo
imparare che per quanto si utilizzino dei filtri, negli inceneritori
ad esempio, il procedimento che prevede la combustione di materiale
plastico comporta fuoriuscita di un elemento peggiore di quello che
si vuole eliminare e che si decompone solo dopo moltissimi anni.
Queste due tragedie, una che ci vede tristemente protagonisti e
l'altra impotenti comparse, hanno in comune il disprezzo, la
profanazione della vita che non è più considerato un valore ma uno
scomodo incidente di percorso. La nostra società è in decadenza. Se
la vita non vale più nulla non ha nemmeno più un senso parlare di
Leggi e regole per permettere la coesistenza tra uomo e uomo. E' la
natura stessa del concepimento di un essere umano e della
trasmissione di caratteri ereditari da genitori ai propri figli che
viene messa in discussione. La vita è e deve essere un valore e
soprattutto deve essere considerato positivo. Da questo, consegue che
qualunque morte (da neonati nei cassonetti a stragi di animali, da
morti sul lavoro ad avvelenamenti da rifiuti industriali, da
assassini a stragi nel mare e guerre) non è un valore e certamente
non è qualcosa di positivo. Ho scritto un articolo facile ma
credetemi... è stato molto difficile.
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