Deutschland
uber alles... recita l'inno nazionale tedesco e significa “Germania
alle stelle”. Certamente, gli azionisti dello storico fiore
all'occhiello dell'industria teutonica devono aver visto qualcosa di
simile quando è stata resa pubblica la truffa (così si chiama in
gergo giuridico quando si vende qualcosa con delle specifiche che non
vengono rispettate per risparmiar soldi ed aver un maggior ricarico
su ogni prodotto commercializzato) perpetrata dal marchio
automobilistico ai danni dei suoi clienti. Il trucco utilizzato per
ingannare i controlli nelle emissioni di gas dannosi è talmente
semplice che vien quasi da credere che la Volkswagern non sia l'unica
casa automobilistica ad averlo utilizzato. Un software imbrogliava le
macchine dei test riducendo (solo in quel caso, ovviamente) i consumi
di carburante e di conseguenza, l'espulsione di gas di scarico
venefici che sembra fossero da 10 a 40 volte superiori nella prova su
strada. Una sciocchezza, vero? La ridda di indiscrezioni che si sta
formando sull'argomento (chi sapeva e che cosa) non deve trarre in
inganno. Il danno di immagine che la Germania sta avendo deve
servirle di lezione. Dopo aver sbeffeggiato tutti i partner d'Europa
perché unica Nazione a fare del rigore la propria parola d'ordine
non ha più alcuna ragion d'essere. Lo scandalo Wolkswagen (storico
marchio che ha addirittura dato i natali ad una città, Wolfsburg,
nel 1938) è il segnale che anche i tedeschi davanti al denaro si
comportano più o meno come coloro che in questi anni hanno
avversato. Senza controlli (seri) da parte di enti terzi (l'Europa
dovrebbe esserlo se non fosse germanocentrica) tutti corrono il
rischio di cadere nel baratro della corruzione. Non devono sentirsi
migliori gli USA che hanno fatto cascare il castello di carte della
casa tedesca perché se sotto questo punto di vista possono essere
sembrati acuti e smaliziati esaminatori, in altri ambiti, ad esempio
nel campo alimentare, pur di privilegiare le proprie industrie non
esitano a costringere l'Europa a firmare il
Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti
(TTIP),
un accordo commerciale e per gli investimenti che complica (e non
poco) il lavoro di ASL e NAS.
